Dieci anni, un pilastro
Da Yun divide la vita in fasce di dieci anni, e ogni fascia porta un pilastro. Un pilastro, qui, è ciò che è ovunque altrove nel sistema: un tronco celeste posato su un ramo terrestre. Questi pilastri non sono scelti caso per caso, sono prelevati dal ciclo sessagesimale, la serie chiusa delle sessanta combinazioni valide.
La distinzione da tenere è semplice, ed è quella che evita i controsensi. Il tema di nascita non si muove mai. Gli otto caratteri posti all’istante della nascita restano gli stessi da un capo all’altro della vita. Da Yun non li corregge, non li sostituisce e non li annulla. Il decennio illumina un periodo, non riscrive il tema.
Ne deriva una postura di lettura. Un decennio di Da Yun non annuncia nulla e non data nulla. Indica sotto quale tonalità un periodo si presenta a un tema dato, e questa tonalità ha senso solo rapportata agli otto caratteri di partenza. Due persone che attraversano lo stesso pilastro decennale non lo attraversano allo stesso modo, poiché il tema su cui esso si posa è diverso. È ciò che separa Da Yun da qualunque cosa somigli a un calendario universale, dove lo stesso periodo varrebbe per tutti.
La serie parte dal pilastro del mese
Il punto di partenza non è né il pilastro dell’anno né quello del giorno: è il pilastro del mese. Questo dettaglio non ha nulla di aneddotico, comanda tutto il resto. Due temi che condividono lo stesso anno di nascita ma non lo stesso mese non hanno la stessa serie di decenni.
Questa dipendenza dal pilastro del mese ha una conseguenza pratica. Il pilastro del mese è quello che cambia al ritmo delle stagioni solari, e non al primo del mese civile: si determina sull’ora solare vera e sui cambi del calendario. Una nascita situata a ridosso di uno di questi cambi non modifica soltanto un carattere del tema, sposta l’intera serie decennale. È il punto in cui una data approssimativa costa di più.
Il verso di marcia, in avanti o a ritroso
Una volta fissato il punto di partenza, resta da sapere in quale direzione percorrere il ciclo. Lo decidono due dati, incrociati: la polarità del tronco dell’anno di nascita e il sesso della persona.
La regola sta in una frase. La serie corre in avanti se il tronco dell’anno di nascita è Yang in un uomo, oppure Yin in una donna. Negli altri due casi corre a ritroso.
Un esempio rende la regola leggibile. Un anno che porta il tronco Jia, che è un tronco Yang, darà una serie ascendente in un uomo e una serie discendente in una donna, a parità di ogni altra condizione. Il tema di nascita, invece, è rigorosamente lo stesso nei due casi: cambia soltanto l’ordine di percorrenza.
Si impone una precisazione, perché questa regola viene spesso riportata male. Yang e Yin non sono generi e non lo diventano qui. Sono due fasi, e la convenzione di calcolo le incrocia con il sesso per determinare una direzione, senza che una delle due polarità sia superiore all’altra, né assegnata a chicchessia.
Uno scatto per decennio
Il movimento in sé è la parte più semplice di tutto il procedimento: ogni decennio avanza o arretra di uno scatto nel ciclo dei sessanta. Non c’è salto, né scorciatoia, né eccezione. La serie si sposta di posizione in posizione, tronco dopo tronco e ramo dopo ramo, nella direzione fissata sopra.
Sull’arco di una vita ciò rappresenta una manciata di pilastri consecutivi, cioè una piccola frazione del ciclo completo. Non si compie mai il giro dei sessanta pilastri in un’esistenza: Da Yun è soltanto un segmento della grande ruota, percorso in un verso o nell’altro a partire da un punto che dipende dal mese di nascita.
L’età di partenza, una semplificazione dichiarata
Resta la questione dell’ingresso nel primo decennio. Nel metodo classico questa età dipende dalla distanza tra l’istante della nascita e un termine solare: più la nascita è vicina o lontana da quel riferimento, più l’ingresso è precoce o tardivo.
Il calcolo attuale non fa questo dettaglio. Fissa l’età di partenza a 8 anni per tutti i temi. È un’approssimazione, ed è dichiarata come tale: il valore adottato è vicino alla media, non è il risultato del calcolo completo.
Bisogna dunque leggere i limiti dei decenni per quello che sono, riferimenti e non date. Un confine di decennio visualizzato non è una soglia precisa al giorno, e sarebbe disonesto presentarlo così. Chi vuole lavorare sulle proprie transizioni decennali con la massima precisione deve sapere che questa tappa del calcolo è semplificata, invece di credere a una precisione che non c’è.
Ciò che Da Yun non è
Da Yun non si confonde con l’animale dell’anno, che usa un carattere su otto e non dice nulla dei decenni. Non produce nemmeno previsioni datate: il procedimento descrive una successione di tonalità, non una serie di eventi. Il suo valore sta nel rendere leggibile il fatto che un tema non si legge in blocco, ma per periodi, ciascuno posato sullo stesso zoccolo immobile di otto caratteri.